Carobbio degli Angeli, Italy
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"O  câncer de mama metastático não precisa ser mais uma sentença de morte para a paciente", afirma o mastologista Roberto Hegg, chefe do departamento de Pesquisa no Hospital Pérola Byington e investigador  do Clinical Evaluation Of Pertuzumab and Trastuzumab. De acordo com estudos publicados no Journal of Clinical Oncology, em 2015, e no Journal of Global Oncology, em 2016, a incorporação ao SUS da combinação dos dois medicamentos salvaria 768 vidas de mulheres com câncer de mama metastático HER2-positivo no Brasil. Do total de 2 mil pacientes diagnosticadas com este subtipo da doença em 2016, apenas 808 estarão vivas, após dois anos, se forem tratadas somente com quimioterapia. Caso recebam a combinação de quimioterapia e Trastuzumabe, o número de sobreviventes subirá para 1.408. Com a associação de quimioterapia, Trastuzumabe e Pertuzumabe, 1.576 pacientes sobreviverão. O tratamento combinado proporciona sobrevida de cerca de 5 anos e é reconhecido pelas principais sociedades médicas mundiais - Sociedade Brasileira de Oncologia Clínica (SBOC), American Society of Clinical Oncology (ASCO), European Society for Medical Oncology (ESMO), como padrão ouro de tratamento de pacientes com câncer de mama metastático HER2-positivo.


Luciani A.,Oncologia | Lombardi M.A.,University of Milan | Colombo B.,University of Milan | Cornalba G.,University of Milan
European Radiology | Year: 2015

Objectives: To prospectively assess prevalence/characteristics of clinically unsuspected pulmonary embolism (PE) in cancer patients undergoing follow-up chest MDCT and investigate MDCT protocol. Methods: We evaluated 1013 oncologic patients. MDCT images at 5 and 1.25 mm thickness were independently evaluated. Pulmonary artery opacification degree was assessed. Presence, level, and site of PE were reported. Type of malignancy and metastases were reported for PE-positive patients. Results: After excluding 1.4 % (14/1013) of examinations due to inadequate vessel opacification, 999 patients (572 male; mean age:68 ± 12 years; range:26–93 years) entered the study. Prevalence of PE was 5 %. There was significant improvement in the sensitivity for both readers in the evaluation of 1.25 mm compared to 5 mm images (46–50 % to 82–92 %). 30 % (15/51) PE were not described by the radiologist in the prospectively issued report; 53 % (27/51) of PE were segmental, 72.5 % (37/51) unilateral. The right lower lobe was the most involved (59 %). 27 % patients had colon cancer, 18 % lung cancer. Among PE-positive patients (25 male; mean age 70 ± 10 years; range:44–87 years), 25 % (13/51) had lung cancer, 15 % (8/51) colon cancer. Conclusions: Thin reconstructions are essential for PE diagnosis, regardless of reader experience. Regarding oncologic patients, incidental PE diagnosis influences anticoagulation therapy. Key Points: • CT pulmonary angiography is the gold standard for PE diagnosis. • Cancer and oncological treatments are risk factors for PE. • The prevalence of unsuspected PE was 5 %. • Thin reconstructions are essential for PE diagnosis regardless of reader experience. • In oncologic patients, PE diagnosis influences anticoagulation therapy. © 2015, European Society of Radiology.


In totale sono stati arruolati in un rapporto 1:1 (59 pazienti trattati con CT-P10 e 62 pazienti trattati con rituximab di riferimento) 121 pazienti affetti da linfoma follicolare acuto per dimostrare la similarità in termini di farmacocinetica tra CT-P10 e rituximab di riferimento, entrambi in combinazione con chemioterapia standard a base di ciclofosfamide, vincristina e prednisone (CVP). I risultati dello studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato hanno rilevato profili similari in termini di farmacocinetica e farmacodinamica (PD), immunogenicità e sicurezza tra CT-P10 e rituximab di riferimento fino a 12 settimane. 1 Il Dr. Bertrand Coiffier, ricercatore responsabile globale dello studio sulla LFA, responsabile del Dipartimento di ematologia presso gli Hospices Civils de Lyon e docente dell'Università Claude Bernard, di Lione, in Francia, ha dichiarato: " I risultati presentati oggi mostrano profili similari in termini di PK e profili comparabili in termini di cinetica delle cellule B, immunogenicità e sicurezza tra biosimilare rituximab CT-P10 e rituximab di riferimento nei pazienti affetti da LFA, a conferma dei risultati comparabili degli studi clinici sui pazienti affetti da AR. Il programma complessivo offre prove sostanziali e convincenti della similarità tra CT-P10 e rituximab di riferimento. " Si prevede che la disponibilità di biosimilare rituximab CT-P10 per il trattamento dei pazienti affetti da malattie linfoproliferative ridurrà i costi di trattamento, permettendo potenzialmente a più pazienti di iniziare ad assumere rituximab non solo per la fase di induzione, ma anche per quelle di manutenzione e consolidamento". Man Hoon Kim, presidente e CEO di Celltrion Healthcare, ha dichiarato: " Sulla base di tutte le prove raccolte dal nostro programma clinico globale, riteniamo che CT-P10 rappresenti un'alternativa al prodotto di riferimento dal buon rapporto costo-efficacia in grado di migliorare l'accesso dei pazienti e, in ultima istanza, di ridurre il costo dell'utilizzo di rituximab in diverse indicazioni in campo autoimmunitario e oncologico in numerosi paesi del mondo". Christian Buske, professore e direttore medico del Comprehensive Cancer Center di Ulm, in Germania, direttore dell'Institute of Experimental Cancer Research, medico e professore di Medicina presso il Dipartimento medico di medicina Interna III, Divisione di Ematologia/Oncologia, ha dichiarato: " Sulla base dei dati dello studio sulla LFA, in qualità di ematologo e oncologo, accolgo con favore lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche che potrebbero facilitare e ampliare l'accesso a terapie efficaci e convenienti da parte dei pazienti affetti da linfoma. La disponibilità di un biosimilare rituximab può migliorare enormemente l'accesso dei pazienti affetti da disturbi linfoidi maligni a un trattamento a base di un anticorpo diretto contro il CD20 estremamente efficiente". Michinori Ogura, professore e direttore del Dipartimento di ematologia presso il Tokai Central Hospital, in Giappone, ha affermato: " È evidente la similarità tra CT-P10 e rituximab di riferimento in termini di PK, di deplezione delle cellule B, di sicurezza e immunogenicità in 4 cicli terapici. Avendo partecipato in numerosi studi clinici su rituximab, posso affermare che i dati riferiti alla farmacologia clinica e alla sicurezza sono in linea con altri studi a cui ho collaborato in passato. Si prevede quindi che CT-P10 darà risultati simili a rituximab di riferimento nell'ambiente clinico per tutte le indicazioni e le condizioni d'uso. Ovviamente è necessario disporre di dati a lungo termine sull'efficacia e la tossicità". CT-P10 è un rituximab biosimilare candidato. I risultati più importanti del primo studio clinico su CT-P10, uno studio clinico controllato randomizzato di fase 1 rispetto a rituximab di riferimento nei pazienti con AR attiva, sono stati pubblicati di recente e dimostrano che la farmacocinetica (PK) dei due farmaci dopo un unico ciclo di trattamento risultava statisticamente equivalente, e che la loro efficacia, farmacodinamica (PD), immunogenicità e sicurezza erano simili fino alla settimana 245 I dati clinici dello studio di estensione di fase 1 di 72 settimane e un ulteriore studio sul passaggio al prodotto biosimilare sono stati presentati alla conferenza 2015 dell'American College of Rheumatology6 e al congresso annuale 2016 della European Union League Against Rheumatism.4 Sono in corso 3 studi clinici controllati e randomizzati sui pazienti affetti da AR (NCT02149121), LFA (NCT02162771) e da linfoma follicolare a basso carico tumorale (LTBFL) (NCT02260804). È stata dimostrata l'equivalenza in termini di farmacocinetica e di efficacia tra CT-P10 e rituximab di rifermento, con successiva presentazione dei risultati al congresso ACR 2016.3 I linfomi follicolari rappresentano per diffusione il secondo sottotipo dei tumori maligni dei linfonodi nell'Europa occidentale7 e costituiscono un sottotipo del linfoma non-Hodgkin.8 Si tratta di un linfoma a crescita lenta che si sviluppa dai linfociti B (cellule B).10 Si caratterizza per il gonfiore indolore dei linfonodi e per febbre senza ragione apparente, sudori notturni, affaticamento, infezioni e sanguinamento. 10 Al momento della diagnosi molti casi si presentano in stadio già avanzato, ma dal lancio di rituximab la sopravvivenza globale è aumentata fino a superare i 20 anni. 10 Prende il nome di linfoma 'follicolare' a causa della crescita abnorme dei linfociti spesso raggruppati in grumi detti 'follicoli' situati nei linfonodi. 10 Il linfoma follicolare è maggiormente comune nelle persone di oltre 65 anni, ma può colpire pazienti di ogni età. 10 Celltrion Healthcare effettua attività di marketing, vendita e distribuzione dei biofarmaci sviluppati da Celltrion, Inc. a livello mondiale tramite un'estesa rete internazionale che comprende oltre 120 diversi paesi. I prodotti di Celltrion Healthcare sono realizzati a partire da colture cellulari di mammiferi in avanzate strutture progettate e costruite in conformità agli standard cGMP della Food and Drug Administration (FDA) statunitense e agli standard GMP della UE. Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.celltrionhealthcare.com/ 1 B. Coiffier, et al. Pharmacokinetic and Safety of CT-P10, a Biosimilar Candidate to the Rituximab Reference Product, in Patients with Newly Diagnosed Advanced Stage Follicular Lymphoma (AFL). 58th Annual Meeting and Exposition of the American Society of Hematology 2016; 1807. 2 Suh, CH. et al. Pharmacokinetics and Safety of Three Formulations of Rituximab (CT-P10, US-sourced Innovator Rituximab and EU-sourced Innovator Rituximab) in Patients with Rheumatoid Arthritis: Results from Phase 3 Randomized Controlled Trial over 24 Weeks. American College of Rheumatology/Association of Rheumatology Health Professionals Annual Meeting 2016; 1634. 3 Yoo, DH, et al. Efficacy and Safety of CT-P10, Rituximab Biosimilar Candidate, and Innovator Rituximab in Patients with Rheumatoid Arthritis: Results from Phase 3 Randomized Controlled Trial over 24 Weeks. American College of Rheumatology/Association of Rheumatology Health Professionals Annual Meeting 2016; 1635. 4 Park, W. et al. THU0162 Comparable Time to Retreatment between CT-P10 and Innovator Rituximab up to 2 Years in Patients with Active Rheumatoid Arthritis. Annals of the Rheumatic Diseases. 2016 Jun 1;75(Suppl 2):241-2. 5 Yoo, DH, et al. A multicentre randomised controlled trial to compare the pharmacokinetics, efficacy and safety of CT-P10 and innovator rituximab in patients with rheumatoid arthritis. Annals of the Rheumatic Diseases. 2016;annrheumdis-2016-209540. 6 Yoo, DH, et al. Efficacy and Safety of Rituximab Biosimilar Candidate (CT-P10) and Innovator Rituximab in Patients with Rheumatoid Arthritis: Results from Phase I Randomized Controlled Trial over 72 Weeks. Arthritis & Rheumatology. 2015;Vol 67. 7 Dreyling, M, et al. Newly diagnosed and relapsed follicular lymphoma: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Annals of Oncology. 2011;22(suppl 6):vi59-vi63. 8 Kohrt HEK & Ugarte A. Follicular Lymphoma: a Guide for Patients. European Society for Medical Oncology. 2014. Available at: https://www.esmo.org/content/download/52236/963497/file/EN-Follicular-Lymphoma-Guide-for-Patients.pdf [ultimo accesso novembre 2016].


Labianca R.,Oncologia Medica | Sobrero A.,Oncologia Medica | Isa L.,Oncologia Medica | Cortesi E.,Oncologia Medica | And 11 more authors.
Annals of Oncology | Year: 2011

Background: In advanced colorectal cancer, chemotherapy is usually administered without pauses and until progression but patients can experience cumulative toxicity and cannot tolerate a heavy therapeutic charge. Aim: The aim of the present trial was to evaluate whether an intermittent chemotherapy with levo-leucovorin + 5-fluorouracil (5-FU) + irinotecan (CPT-11) was at least as effective as the same regimen given continuously, both administered until progression, in patients affected with advanced colorectal cancer and not previously exposed to chemotherapy for metastatic disease. Patients, materials and methods: A total of 337 patients from 27 institutions were randomised between levo-leucovorin, 100/mg/m2 i.v. + 5-FU; 400 mg/m2 i.v. bolus + 5-FU; 600 mg/m2 22-h continuous infusion, days 1 and 2 + CPT-11; 180 mg/m2 day 1, administered every 2 weeks 2 months on and 2 months off (arm A) and the same regimen administered continuously (arm B), until progression in both arms. The main end point was overall survival (OS), the secondary progression-free survival (PFS) and toxicity. Results: At a median follow-up of 41 months, OS was 18 months in arm A and 17 months in arm B [hazard ratio (HR), 0.88]. Also PFS was comparable in the two groups (6 months in both, with HR, 1.03), and even grades 3-4 toxicity (mainly myelosuppression, fever and diarrhoea) was similar. Second-line oxaliplatin-based treatment was administered in a similar percentage (66%) in the two arms. The median chemotherapy-free period (drug holiday) in arm A was 3.5 months. Conclusion: Reducing the charge of therapy in this population did not diminish the efficacy of treatment. Further studies with this strategy, including biologicals, are warranted. © The Author 2010. Published by Oxford University Press on behalf of the European Society for Medical Oncology. All rights reserved.


News Article | November 15, 2016
Site: www.prnewswire.com

SEOUL, South Korea, Nov. 15, 2016 /PRNewswire/ -- Seegene and Institut Català d'Oncologia (ICO), a world-renowned cancer institute in Spain, have entered into collaboration in conducting clinical studies of Seegene's molecular diagnostic products and developing products related to cancer...


A PharmaMar (MCE: PHM) apresenta novos dados obtidos a partir de vários estudos clínicos levados a cabo com o seu composto antitumores de origem marítima, o Yondelis®, durante a 16.ª  Reunião Internacional Bienal da Sociedade de Oncologia Ginecológica (IGCS) que decorrerá em Lisboa, Portugal, de 29 a 31 de outubro. Através de várias apresentações, a PharmaMar realça a função da trabectedina em pacientes de cancro nos ovários sensíveis à platina. Apresenta uma análise de sobrevivência geral das pacientes com recidiva de cancro nos ovários tratadas com platina, em comparação com as pacientes que receberam tratamentos sem platina após a toma de trabectedina em combinação com a doxorrubicina lipossómica peguilada (PLD) ou PLD como único agente, bem como um ensaio clínico de Fase II que sugere que a trabectedina. em combinação com o bevacizumab, poderá fornecer um regime promissor em pacientes que sejam parcialmente sensíveis à platina em casos de recidiva de cancro nos ovários. Além da apresentação dos resultados clínicos, a PharmaMar apresenta um estudo de comparação de custos sobre a trabectedina mais a PLD -na primeira recidiva- seguida de quimioterapia à base de platina, em comparação com o programa de manutenção à base de bevacizumab em pacientes de primeira linha com elevado risco de cancro nos ovários. Como principal conclusão, pode observar-se que a taxa de sobrevivência conseguida por ambos os regimes é equivalente, embora o custo do regime com trabectedina seja inferior. Para finalizar, a PharmaMar organizou um simpósio satélite com o título "Tratamento de recidiva de cancro nos ovários num panorama em rápido desenvolvimento", no qual especialistas internacionais irão analisar, entre outros tópicos, em que momento é conveniente utilizar a platina; a função da trabectedina + PLD quando não for conveniente tratar as pacientes com um novo tratamento com platina e os tratamentos doo cancro dos ovários tendo em consideração o Consenso Internacional de Oncologia Ginecológica de 2015 (Tóquio) e a prática clínica diária.


No âmbito da 21.ª reunião anual da CTOS (Sociedade Oncológica de Tecidos Conjuntivos), que se realizará de 9 a 12 de novembro em Lisboa (Portugal), a PharmaMar (MCE:PHM) irá apresentar os dados clínicos para o tratamento de sarcomas, obtidos a partir de vários estudos realizados com Yondelis® (trabectedina). Neste sentido, serão publicados, entre outros, os dados do estudo TAUL aleatorizado não comparativo de Fase II, que avalia a atividade do Yondelis® em pacientes com leiomiossarcoma uterino metastático ou localmente recidivo; o estudo TR1US, que avalia a trabectedina como tratamento de primeira linha em pacientes com sarcoma avançado dos tecidos moles (STS) que não podem receber quimioterapia padrão à base de antraciclina; e o ensaio YonLife, que estuda a qualidade de vida relatada por pacientes com STS que recebem Yondelis®. Todos estes estudos receberam apoio financeiro da PharmaMar. "A PharmaMar continua a apoiar o desenvolvimento clínico da trabectedina para o tratamento de sarcomas de tecidos moles e para gerar dados relativos à eficácia e segurança do Yondelis® em quase todos os subtipos, que são principalmente raros e difíceis de tratar", explica a Dra. Nadia Badri, Vice-presidente de Assuntos Médicos da Unidade de Oncologia da PharmaMar. "O papel da trabectedina no tratamento de pacientes com STS ainda está a aumentar, assim como uma pesquisa pré-clínica que permita compreender melhor o mecanismo único da ação do composto. É importante notar que se irão realizar mais de 20 apresentações de estudos com o nosso fármaco durante a reunião", acrescenta. Para além das provas clínicas, a PharmaMar irá apresentar um resumo sobre farmacoeconomia que avalia, em Espanha, a relação de custo-benefício da trabectedina em comparação com o pazopanib para o tratamento de pacientes com sarcoma avançado dos tecidos moles com metástases, depois de receberem uma ou duas séries de quimioterapia. Para terminar, no simpósio intitulado "Rising options in advanced STS: present and future treatment sequences" (Opções emergentes em STS avançado: sequências de tratamento presentes e futuras), a empresa irá reunir um grupo de oncologistas de prestígio internacional para debater as necessidades de definir as sequências de tratamento mais convenientes com os fármacos atuais e futuros para pacientes com STS avançado, com o objetivo de melhorar o seu prognóstico e a sua qualidade de vida.


MADRID, October 31, 2016 /PRNewswire/ -- A PharmaMar (MCE: PHM) apresenta novos dados obtidos a partir de vários estudos clínicos levados a cabo com o seu composto antitumores de origem marítima, o Yondelis®, durante a 16.ª Reunião Internacional Bienal da Sociedade de Oncologia...


Os dados interinos do ABOUND.70+ em 128 pacientes idosos (≥ 70 anos) que receberam tratamento de primeira linha com ABRAXANE/carboplatina para NSCLC avançado, revelaram que 91 (73%) pacientes apresentaram neuropatia periférica (NP) de grau ≥2 ou mielossupressão de grau ≥3 [parâmetro de avaliação primário]. No momento da análise, a média de sobrevida geral era de 14,6 meses e a média de sobrevida livre de progressão era de 6,2 meses, consideradas nos dois braços de tratamento [parâmetros de avaliação secundários]. Os doentes foram randomizados para receber o tratamento de primeira linha com ABRAXANE/carboplatina com frequência semanal e contínuo ou com frequência semanal a cada três semanas com intervalo de uma semana. i Considerando o total de pacientes, 80% descontinuaram o tratamento e a maioria fez isso devido a eventos adversos (24%) ou à progressão da doença (34%). A neuropatia periférica de grau ≥2 foi relatada em 34% dos pacientes e neutropenia, anemia e trombocitopenia de grau ≥3 foram observadas em 52%, 21% e 21% dos pacientes, respectivamente. i Os dados interinos do ABOUND.sqm em 284 pacientes, que receberam tratamento de indução de primeira linha com ABRAXANE/carboplatina para NSCLC escamoso em estágio III B/IV, indicaram que o perfil de segurança foi consistente com o que foi relatado anteriormente para o subconjunto de escamosos no ensaio clínico pivot de fase III.ii,iii Durante a fase de indução, todos os pacientes receberam quatro ciclos de 21 dias de terapia padrão com ABRAXANE/carboplatina.ii Considerando o total de pacientes, 119 (42%) descontinuaram o tratamento durante a fase de indução. A maioria dos pacientes descontinuou o tratamento devido à progressão da doença (34%) ou eventos adversos (24%). Os eventos adversos emergentes relacionados ao tratamento (TEAEs) de grau 3/4 mais comuns foram hematológicos e incluíram anemia (26%), neutropenia (43%) e trombocitopenia (15%).ii "Esses dados iniciais do programa de ensaios clínicos ABOUND são muito encorajadores, já que são consistentes com os resultados relacionados a esses subgrupos de pacientes com câncer de pulmão de não pequenas células, vistos no ensaio pivot de fase III do ABRAXANE", disse Michael Pehl, presidente de Hematologia e Oncologia da Celgene. "Esses dados, associados aos estudos em andamento do ABRAXANE combinado com novos agentes e imunoterapias, proporcionam uma compreensão mais profunda de como tratar desafiadoras populações de pacientes e nos ajudarão a continuar a desenvolver futuras opções de tratamento." Com a rápida evolução do cenário de tratamento de câncer de pulmão, a Celgene permanece empenhada em continuar a explorar novas combinações que beneficiarão aqueles que vivem com câncer de pulmão, incluindo pacientes que podem não se beneficiar de imunoterapia e terapia direcionada. O ABRAXANE está sendo avaliado ativamente como uma terapia de base para esses pacientes. Os resultados interinos do estudo de fase I do agente imunoterápico nivolumabe associado a ABRAXANE/carboplatina em 22 pacientes com NSCLC em estágio III B/IV também serão apresentados no WCLC. Os pacientes receberam quatro ciclos de terapia padrão com ABRAXANE/carboplatina em combinação com nivolumabe, seguidos por monoterapia com nivolumabe iniciada no ciclo 5. Os parâmetros de avaliação primários foram o número de pacientes com a toxidade limitante da dose e o percentual de pacientes com TEAEs de grau 3/4 ou descontinuação do tratamento devido a um TEAE. Os dados interinos sugerem que combinar ABRAXANE/carboplatina com o nivolumabe pode ter atividade antitumoral promissora em pacientes com NSCLC avançado sem nenhum evento adverso (EAs) inesperado.vi Também haverá uma apresentação oral no WCLC com foco nas novas descobertas dos registros do estudo de fase III para o ABRAXANE (Abstract 4460), que relatam o impacto da profundidade da resposta na sobrevida em pacientes com NSCLC avançado, tratados com a quimioterapia de primeira linha. Análises do mundo real de veteranos americanos com NSCLC também serão apresentadas no WCLC avaliando a prevalência de NSCLC escamoso em veteranos vs. na população geral (Abstract 4737) e a prevalência de doença autoimune em veteranos com NSCLC (Abstract 4745). Outros pesquisadores, que iniciaram os estudos apresentados no WCLC, também avaliaram o ABRAXANE como terapia de primeira linha (Posters P2.03a-028 e P2.06-018), segunda linha (Posters P2.03a-040, P2.03a-054 e P2.03a-056) ou terceira linha (Poster P2.06-015) para pacientes com NSCLC avançado, e também como adjuvante (Poster P2.03a-070) e neoadjuvante (Poster P2.04-034) e em pacientes com uma mutação EGFR virgens de quimioterapia (Poster P3.02b-061). Este é um estudo de fase I, aberto, multicêntrico sobre a segurança de regimes de quimioterapia com base no ABRAXANE administrado antes e/ou em combinação com nivolumabe em câncer pancreático, NSCLC e câncer da mama metastático. Este é um estudo de seis braços que avalia dois braços de tratamento por tipo de tumor/indicação. Este comunicado de imprensa contém declarações prospectivas, que são declarações gerais e não fatos históricos. As declarações prospectivas podem ser identificadas pelas palavras “espera”, “prevê”, “acredita”, “pretende”, “estima”, “planeja”, “irá”, “perspectiva” e outras expressões semelhantes. Essas declarações são baseadas nos planos atuais da gerência, em estimativas, premissas e projeções, e referem-se apenas às datas em que foram feitas. A Celgene Corporation não assume nenhuma obrigação de atualizar qualquer declaração prospectiva com base em novas informações ou eventos futuros, exceto se exigido por lei. As declarações prospectivas envolvem os riscos e incertezas inerentes, a maioria das quais de difícil previsão e que geralmente encontram-se fora do nosso controle. Os resultados reais podem ser materialmente diferentes dos implícitos pelas declarações de previsão futura em decorrência do impacto de uma série de fatores, muitos dos quais são discutidos em maiores detalhes no Formulário 10-K do Relatório Anual da Celgene Corporation e outros relatórios arquivados com a Comissão de Valores Mobiliários. i Langer C, et al. Safety and Efficacy Results from ABOUND.70+: nab-Paclitaxel + Carboplatin in Elderly Patients with Advanced NSCLC. Resumo 4630. Apresentado na Conferência Mundial de Câncer de Pulmão 2016 (WCLC), de 4 a 7 de dezembro de 2016. ii McCleod M, et al. Interim Results from ABOUND.sqm: Safety of nab-Paclitaxel + Carboplatin Induction Therapy in Squamous Non-Small Cell Lung Cancer. Resumo 4391. Apresentado na Conferência Mundial de Câncer de Pulmão 2016 (WCLC), de 4 a 7 de dezembro de 2016. iii Socinsky M, et al. Safety and efficacy of weekly nab®-paclitaxel in combination with carboplatin as first-line therapy in elderly patients with advanced non-small-cell lung cancer. Annals of Oncology. 24: 314–321, 2013. iv Weiss J, et al. ABOUND.70+: Interim Quality of Life Results of nab-Paclitaxel + Carboplatin Treatment of Elderly Patients with NSCLC. Resumo 4286. Apresentado na Conferência Mundial de Câncer de Pulmão 2016 (WCLC), de 4 a 7 de dezembro de 2016. v Thomas M, et al. nab-Paclitaxel + Carboplatin Induction Therapy in Squamous Non-Small Cell Lung Cancer: Interim Quality of Life Results from ABOUND.sqm. Resumo 4343. Apresentado na Conferência Mundial de Câncer de Pulmão 2016 (WCLC), de 4 a 7 de dezembro de 2016. vi Goldman J, et al. Interim Results from the Phase I Study of Nivolumab + nab-Paclitaxel + Carboplatin in Non-Small Cell Lung Cancer. Resumo 4127. Apresentado na Conferência Mundial de Câncer de Pulmão 2016 (WCLC), de 4 a 7 de dezembro de 2016. vii ClinicalTrials.gov. Safety and Efficacy Study of Nab®Paclitaxel With CC486 or Nab®Paclitaxel With Durvalumab, and Nab®Paclitaxel Monotherapy as Second/Thirdline Treatment for Advanced Nonsmall Cell Lung Cancer (abound2L+). Disponível em https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02250326?term=ABOUNd&rank=3. Último acesso em 30 de novembro de 2016. viii ClinicalTrials.gov. Safety and Efficacy Study of Abraxane in Combination With Carboplatin to Treat Advanced NSCL Cancer in the Elderly (ABOUND 70+). Disponível em https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02151149?term=ABOUNd&rank=2. Último acesso em 30 de novembro de 2016. ix ClinicalTrials.gov. Phase II Safety and Tolerability Trial With NabPaclitaxel Plus Carboplatin Followed by NabPaclitaxel for First Line Treatment of NSCLC Subjects With ECOG PS 2 (AboundPS2). Disponível em https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02289456?term=ABOUNd&rank=4. Último acesso em 30 de novembro de 2016. x ClinicalTrials.gov. Safety and Efficacy Study of Abraxane as Maintenance Treatment After Abraxane Plus Carboplatin in 1st Line Stage IIIB / IV Squamous Cell Non-small Cell Lung Cancer (aboundsqm). Disponível em https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02027428?term=ABOUNd&rank=6. Último acesso em 30 de novembro de 2016. O texto no idioma original deste anúncio é a versão oficial autorizada. As traduções são fornecidas apenas como uma facilidade e devem se referir ao texto no idioma original, que é a única versão do texto que tem efeito legal.


OSAKA, Giappone--(BUSINESS WIRE)--Takeda Pharmaceutical Company Limited (TOKYO:4502): Ottimi risultati per la prima metà dell’esercizio sotto la spinta dei fattori di crescita Aumento dei ricavi sottostanti del 7,4%, favorito da un incremento del 15,3% dei fattori di crescita di Takeda(segmenti Gastrointestinale, Oncologia, Sistema nervoso centrale e mercati emergenti). Riduzione dei ricavi dichiarati del 5,9%, causata dai tassi di cambio sfavorevoli (-8,6 punti) e dall’impatto delle cessioni (

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